lunedì 7 marzo 2011
Mimosa o non mimosa?
Sembra incredibile vero?
Questo fragile arbusto profumato
è stato scelto per ricordare
un evento drammatico nella storia delle donne lavoratrici.
Cento anni fa, in una fabbrica di New York,
morirono più di un centinaio di donne
Ora che la festa si fa consumistica
questo fiorellino inflazionato
è la gioia di altrettante fioraie
che lo vendono per la ricorrenza.
Il nostro sogno è che ritorni la memoria, il senso dell'etica
e del consumo critico, non per questo cancelliamo la
GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA
ma proiettiamola nel futuro, nella speranza
che la politica si accorga che non può fare a meno
della presenza della donna nel mondo del lavoro,
della politica, del sociale e perchè no, nelle istituzioni.
Anche il nostro partito, grazie anche all'evento
SE NON ORA QUANDO?
si è accorto della carenza del femminile.
Chiediamo un'effettiva
DICHIARAZIONE DI INTENTI scritta
che non ci deleghi a contorno degli spazi
e degli eventi politici.
Sarebbe importante che ce li prendessimo.
Buona festa della donna
mercoledì 26 maggio 2010
Il piacere di un incontro PART II

VERBALE
DEL 1° LABORATORIO DONNE IDV:
IL PIACERE DI UN INCONTRO
Verona, 9 maggio 2010, alcune donne di Italia dei Valori si sono trovate per conoscersi non solo virtualmente ma anche fisicamente.
La prima mezza giornata è passata dando spazio e voce a ciascuna con il classico giro di presentazione.
Sono stati sviluppati i seguenti argomenti:
Come proposta di un metodo nuovo di fare politica, si è iniziato il primo dibattito dalla rilettura dell’articolo 3 della Costituzione, che parla di UGUAGLIANZA, dove si è affrontato il tema di una nuova politica non più verticistica ma partendo dalla democrazia partecipata. (dalla quale emerge comunque un portavoce) Si è dibattuto sulla strumentalizzazione del femminismo e sul fatto che le nuove generazioni non sono coscienti delle battaglie che sono state portate avanti e non è stata fatta loro memoria.
La proposta emersa dal dibattito è che si vuole superare la politica delle parole e che la donna consapevole deve prendersi l’incarico di testare nel concreto le sue proposte di democrazia partecipativa iniziando dal suo territorio, sperimentando e facendo luce su quella parte di Italia virtuosa che esiste.
Il tema si è continuato a svolgere anche sul gruppo di google, con la pubblicazione del resto della proposta di Sabina.
