martedì 21 dicembre 2010
Buone feste dalle Donne di Valore
mercoledì 15 dicembre 2010
ITALIA il giorno dopo
Fiere di essere italiane? NO
Fiere di essere donne? Nemmeno.
Perchè non ci sentiamo rappresentate dal genere femminile
presente attualmente in Parlamento.
Il giorno dopo l'Italia è ancor più in balia dei venti,
delle bandieruole della politica, di chi batte all'asta il prezzo più alto.
Non ne possiamo più di questo tipo di politica.
Vorremo vedere più donne in Parlamento,
donne vere, non quelle con la testa MASCOLINIZZATA.
Donne che si rispettano anche se di pareri diversi,
Donne che non si danno della "vajassa"
ma che si battono a suon di proposte, su tutti i temi,
dall'economia allo stato sociale,
dall'ambiente ai rapporti internazionali.
Noi ci siamo.
Ma il partito è pronto al cambio di passo?
mercoledì 24 novembre 2010
25 Novembre 2010 – Giornata Contro la violenza sulle Donne

“Le proposte di alcune donne di Italia dei Valori”
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, una donna su cinque ha subito, nella sua vita, abusi fisici o sessuali da parte di un uomo. In Italia una donna su tre, tra i 16 e i 70 anni, è stata vittima di violenza. Un milione di donne hanno subito uno stupro o un tentato stupro o comunque forme di violenze domestiche: 8 donne su 10 malmenate, ustionate o minacciate con armi hanno subito le aggressioni in casa.
La violenza contro le donne non conosce differenze sociali e culturali, non ha tempo ne confini e rappresenta un'emergenza vergognosa che lede profondamente i diritti e la dignità umana. La violenza contro le donne non è sola fisica: oggi più che mai un’altra forma di violenza, non meno odiosa e diffusa, si perpetua attraverso un uso distorto dei media che spesso propongono un paradigma avvilente della donna offerta come oggetto d'uso e consumo, merce in vendita per celebrare e confermare la potenza maschile.
Le donne di Italia dei Valori chiedono che a partire dalle scuole si avviino azioni educative a largo raggio per contrastare il permanere di stereotipi sessisti e discriminazioni di genere; che si incrementino ad ogni livello politiche di prevenzione e di sostegno per le donne vittime di violenza; che si agevoli l’attuazione di programmi di azioni positive e di pari opportunità mirati a valorizzare capacità, competenze e partecipazione femminile in ogni ambito della vita sociale, economica, politica del paese.
Desideriamo condividere con voi queste belle parole del Dalai Lama
Alle donne è affidato il messaggio di speranza per il nuovo millennio
Lasciamo che i valori femminili sboccino nella nostra società affinchè cambino la mentalità delle persone. E' indispensabile per costruire la pace duratura e per il futuro dell'umanità.
E' giunto il momento che i valori femminili sostituiscano quelli maschili che dominano la nostra società da millenni.
Pace interiore ed esteriore sono strettametne connesse e complementari. Sviluppando la serenità e la pace interiore potrete adoperarvi per stabilire la pace attorno a voi. La tenerezza, l'amore, l'affetto che avete ricevuto alla nascita dai vostri genitori ne favoriscono lo sviluppo, mentre l'odio, la gelosia, la rabbia, il desiderio e l'invidia le impediscono di radicarsi. Le madri insegnano ai figli a trasformare queste emozioni negative. Per sopravvivere in pace, l'umanità ha bisogno di quella compassione e di quell'amore che le madri manifestano naturalmente. Queste qualità sono intrinsecamente rappresentate meglio dalle donne che dagli uomini. E' per questo che è giunto il momento che i valori femminili sostituiscano quelli maschili che dominano la nostra società da millenni. Le donne devono rivestire un ruolo sempre più importante nelle nostre società, così da poter trasmettere la compassione non solo ai loro figli, ma a tutta quanta la società. I politici devono attribuire alle donne ruoli influenti perchè possano cominciare a costruire un futuro più solidale e meno violento. Tutto questo avverrà gradualmente, ma dobbiamo, fin d'ora, metterci al lavoro senza rimandare. Ogni essere possiede in sè la capacità di mostrarsi buono e compassionevole e può sviluppare queste qualità non appena si mette nel giusto spirito.
Le madri ce lo insegnano, seguiamone l'esempio.
lunedì 15 novembre 2010
CLASS ACTION DELLE DONNE
MILANO - Idanna Matteotti è la neo eletta Coordinatrice regionale lombarda del dipartimento donne Idv. Residente a Magreglio, domiciliata a Milano, lavora ininterrottamente, per valorizzare le capacità e competenze femminile, per le pari opportunità e la politica di genere.
L'impegno a favore delle donne è il suo pane; Co-fondatrice di Impresa Cooperazione Donna, che ha tra i propri obiettivi statutari la promozione, la formazione e lo sviluppo di cooperative con una forte presenza femminile, Idanna Matteotti è particolarmente impegnata nel sostegno dell'imprenditorialità femminile e promuove iniziative di informazione e di sensibilizzazione in merito alle pari opportunità e alle politiche di genere.
Idanna Matteotti
Dopo l'ultima storia escort che riguardano il Presidente del Consiglio, lei ritiene possibile un danno morale nei confronti delle donne?
Considero l'atteggiamento del nostro Presidente del Consiglio gravemente lesivo della dignità delle donne, donne che in Italia studiano, lavorano, pensano, intraprendono con grande passione e dedizione, spesso da sole, sobbarcandosi come è noto il 90% dei carichi famigliari. Sarebbe il caso di avviare un class action per irrimediabile danno
morale e d'immagine.
Quali reazioni e umori registra tra le donne a proposito dei fatti?
Da una parte sconcerto, dall'altra rassegnazione.
Ma anche rabbia , rabbia per un'immagine degradata, non corrispondente al vero , di un gran mercato di bellezze al bagno, che si vendono ai vari Bingo Bongo e utilizzatori più o meno finali per fare carriera ..
Cosa pensa del caso Ruby?
Complice o vittima? minorenne invischiata in giri loschi o giovane donna che decide consapevolmente di fare carriera nel modo più antico del mondo? Credo comunque vittima di una consapevolezza drogata, di una visione del mondo ristretta all'universo della televisione più stupida: una ragazza non in grado di valutare il peso delle proprie azioni, affidata a persone che certamente avevano altro a cui pensare.
C'è fermento per un altra escort 28 enne, festini, droga. Anche in questa storia la figura femminile è protagonista prostituta. C'è il rischio che questi modelli femminili siano emulati dalle nuove generazioni?
Si, c'è questo rischio, soprattutto per quanto riguarda la possibilità, intravista e sospirata, di entrare facilmente nel mondo dello spettacolo, di fare velocemente soldi a palate e senza troppo faticare, di essere al centro del cerchio ,, all'ombra dei vari caimani che si cibano di carni fresche aiutati da pilloline magiche.
Donne ai margini di storie, cacciatrici di facili guadagni e celebrità, assoldate per una notte. Silvio Berlusconi è un vecchio principe azzurro che regala sogni e balocchi preziosi, oppure un pifferaio magico?
E' un uomo abituato a comprare tutto, a possedere la bellezza e la giovinezza, a non avere limiti e a piegare la realtà al suo sogno di potere. Difficile rassegnarsi all'inevitabile trascorrere del tempo.
Il premier spesso sfoggia la sua vita sessuale. Politicamente ha valenza questo comportamento?
E' sempre una questione di porre se stesso come modello assoluto, la potenza sessuale diventa il paradigma della potenza politica.
Lei crede che il premier abbia problemi di incontinenza verbale?
No, penso che ogni singolo accento sia pensato e voluto, ogni gaffe spudoratamente recitata, ogni citazione assolutamente voluta e cercata. E' una recita a soggetto.
Si può riconoscere un messaggio subliminale sessista nella comunicazione berlusconiana?
Non ci sono dubbi. La cosa più incredibile è comunque questo far finta che le pargole accorrano liete al letto del principe ... le donne non si comprano al mercato, si conquistano. Se non ci stanno diventano subito " veline ingrate".
Se dovesse esprimere con 3 parole la politica di questo Governo …
Vuota, inconcludente, roboante.
La domanda è d'obbligo: come sta l'italiana con le quote rosa?
Dobbiamo fare ancora molta strada prima di arrivare all'affermazione di una reale parità. In più c'è ancora un certo fastidio nei confronti di quello che io giudico solo uno mezzo. Le cosiddette quote rosa non sono un obiettivo, ma uno strumento si spera temporaneo per raggiunger il fine di una parità sostanziale, soprattutto in politica.
La donna italiana come si raffronta con la donna europea?
Scontiamo secoli di cultura familista e sessista. Scontiamo il fatto che gran parte dei maschi italiani pensa ancora che la cura della famiglia sia appunto "un lavoro da donne". Scontiamo la cronica mancanza di servizi, la disponibilità dei quali può supportare in modo concreto migliori performance di vita lavorativa e professionale. Le nostre consorelle europee possono contare sicuramente su legislazioni più favorevoli e soprattutto sulla consapevolezza diffusa che il potenziale femminile può rappresentare un importante valore aggiunto in termini di creatività, innovazione, sviluppo economico.
in contrapposizione a questo degrado, come si propone il dipartimento donne idv?
Nel nostro paese occorre rilanciare con forza l'iniziativa politica delle donne. E' ora e tempo che le energie e la passione profusa vengano riconosciute e premiate. Sappiamo che le segreteria politiche sono in mano ad uomini e che gli statuti dei partiti prevedono raramente forme di incentivazione della presenza femminile. Dobbiamo cominciare a mappare l'esistente, contare e connettere le donne che fanno politica e che vogliono fare politica. Costruire reti veloci, connettersi ed agire, ridefinire le regole del gioco. Specialmente in questo autunno da ultimi fuochi, è ora e tempo che le donne si riprendano, oltre che la vita, anche la politica, partecipando a pieno titolo alla definizione del progetto comune per l'alternativa di governo.
http://www.dazebaonews.it/
martedì 9 novembre 2010
Incontinenze
Da qualche tempo gira in televisione una pubblicità alquanto irritante; vi vengono presentate due donne
sulla cinquantina che, grazie ad un certo assorbente, sono in grado di risolvere il problema delle piccole
perdite e soprattutto del loro odore, così che possono salire tranquille in ascensore insieme ad un uomo
che, in quanto tale, si sa, nasce già al profumo di gelsomino. Oltre che irritante penso che questa pubblicità
sia anche mistificante perché, mentre ci informa disinvoltamente sulle piccole incontinenze femminili, nulla
ci dice di quelle maschili che invece piccole non lo sono affatto, trattandosi di incontinenze verbali, gestuali,
sessuali. Mi guardo bene dall’affermare che tutti gli uomini siano incontinenti, ma certamente ne soffrono
una buona parte di quelli che hanno un certo grado di visibilità o di potere: politici innanzitutto, ma anche
cosiddette star dello sport, della tv , del cinema,nonché un certo tipo di opinionisti. Tutti costoro davanti
a un microfono o ad una telecamera non riescono a contenersi, devono proprio farla …la dichiarazione
che generalmente è ininfluente e spesso non pertinente, seppur logorroica. Non so se esista uno studio
sociologico sull’argomento, ma certo potrebbe essere interessante capire perché queste persone, una volta
raggiunto ciò che esse intendono per potere, siano preda di stimoli impellenti, quali fare una dichiarazione
qualunque a prescindere o abbandonarsi in situazioni ufficiali a gestualità ridicole quando non decisamente
volgari, per dire, fare il gesto dell’ombrello, fare le corna, giocare a nascondino, alzare un esterofilo dito
medio, disegnare organi sessuali maschili sulle schede del voto (sì, è successo anche questo alcuni anni fa
durante una votazione in una delle due Camere!). Per non parlare delle incontinenze sessuali che aprono
a noi donne universi sconosciuti, e che provocano a tratti shock mediatici ( ricordate la sordida faccenda
che ha coinvolto il principe Vittorio Emanuele di Savoia?) o terremoti istituzionali. E’ come se usciti
dall’anonimato, questi uomini entrino in un universo parallelo, dove non valgono le regole e il buon senso
che ci guidano nella vita reale. Insomma all’improvviso perdono la testa o per meglio dire la brocca, poiché
si verifica una sorta di schizofrenia fra la morale ostentata e i comportamenti tenuti ; infatti si dichiarano
generalmente cattolici praticanti, difensori della sacralità della famiglia, fieri oppositori di gay. Qualunque
vocabolario della lingua italiana definisce incontinente colui che è incapace di contenersi, frenarsi o imporsi
un limite. Appunto. Non so a voi ma a me sembra la fotografia fedele di alcuni personaggi che allietano
(si fa per dire)le nostre serate, pontificando nei telegiornali o abbaiando nei cosiddetti talk show. Altro
che piccole incontinenze femminili, ma per favore! Qui è il classico caso di vedere la pagliuzza nell’occhio
dell’altro e ignorare la trave nel proprio, anzi le travi.
Ottobre2009
lunedì 8 novembre 2010
Il mondo si sta colorando di rosa
venerdì 24 settembre 2010
SENZADONNE su RAITRE domenica
".....In questa serie abbiamo voluto dedicare un’intera puntata anche alla discriminazione di genere , detto semplice, al fatto che le donne in Italia contano pochissimo e sono bassissime le percentuali di presenza femminile nei posti di comando della nostra società, dalla politica alla economia. L’abbiamo voluta chiamare SENZADONNE, perché questa è l’Italia, un Paese che rinuncia al 50 per cento dell’intelligenza, della capacità e della passione delle donne.
Probabilmente non ci rivelerà nulla di nuovo, ma sarà un utile ripasso.
mercoledì 22 settembre 2010
Le donne del LAB a VASTO - Verbale degli incontri
- importanza di incontrarsi sia fisicamente che virtualmente per intensificare la rete delle circa 200 donne già presenti nel gruppo.
- le competenze presenti all’interno del laboratorio sono a disposizione dei dipartimenti tematici del partito.
- Chiediamo di poter realizzare un progetto di formazione politica che possa essere di interesse generale
- Altro obiettivo del laboratorio è avvicinare sempre più donne al partito.
- Uno degli scopi principali del laboratorio è quello di aumentare la rappresentanza femminile nel partito e nelle Istituzioni.
- Vorremmo che tutte le coordinatrici nominassero due assistenti che collaborino con loro per radicarsi meglio sul territorio.
- Chiediamo di conoscere le tempistiche e modalità regolamentari per l’elezione della coordinatrice nazionale delle donne.
- uno degli scopi del laboratorio sarà la promozione dell’imprenditoria femminile come progetto di partito, per ampliare l’auto-imprenditorialità con uno studio sul territorio.
lunedì 13 settembre 2010
Di che regione e di che provincia sei?
Verbale dell'incontro con l'on. Rota
LABORATORIO DONNE IDV, si sono incontrate con l’On. Ivan Rota.
Le delegate erano: Silvia Freschini di Verona, Sara Vatteroni di Firenze, Idanna Matteotti di Milano, Sabina
Barca di Como, Veronica Vicinelli di Bologna, Marina Suma e sorella.
L’incontro è scaturito dalla richiesta del nostro Presidente di contattare l’ufficio UNO e quindi l’On. Rota per
presentare l’iniziativa ,conoscerci e pensare ad un percorso “con e per” il partito.
Presentazione del lab
esito negativo della elezione della coordinatrice del dipartimento donne. Il lab ha preso forma dal
confronto via mail tra alcune donne che volevano fortemente dare una svolta alla situazione di stallo
verificatasi, comunicando tramite il web ed in particolare attraverso un gruppo gratuito di Google.
Abbiamo parlato del passaparola, di come abbiamo fatto a diventare molte tramite un “salotto virtuale” che
ci permette di scambiarci proposte, informazioni, esattamente come ogni donna fa quotidianamente nel suo
territorio, in famiglia , nel lavoro.
Abbiamo descritto l’organizzazione del Lab: abbiamo scelto un modo di confrontarci ORIZZONTALE, senza
verticismi, che si è dimostrato un sistema vincente, permettendo a tante donne di esprimersi in libertà, di
crescere anche a partire dai fallimenti che la vita/la politica ci può presentare, dalle emergenze sociali e
culturali.
Molti sono i temi affrontati nel forum , tra cui quello della violenza sulla donne. Ultimamente abbiamo
assistito ad uno svilimento dell’immagine della donna, al ripetersi quasi quotidiano di violenze che hanno
grande risalto sui mass media. I partiti non denunciano abbastanza questo imbarbarimento . Noi del Lab
anche di questi temi ci siamo fatte carico e su questa strada di approfondimento ed elaborazione
intendiamo proseguire anche il lavoro politico
Successivamente abbiamo affrontato il tema del Lab come ambito di valorizzazione della risorsa
femminile .Ci rendiamo conto che il partito è come un “esercito” che sembra però utilizzare metà del suo
potenziale “ di fuoco” valorizzando poco una risorsa strategica sia per le competenze spendibili sia per la
capacità di “contatto”, di condivisione, di impegno in tanti ambiti diversi..
Noi crediamo che la donna sia una “risorsa” per la politica, proprio per la sua capacità di fare rete. Riteniamo
necessario quindi intraprendere, all’interno del partito, un percorso democratico di reale rappresentanza di
genere, favorendo la presenza delle donne a tutti i livelli.
Si è parlato anche degli esempi positivi a livello legislativo sia per quanto riguarda la “legge campana”,
abbiamo ribadito che il web per noi è molto importante perché ha accorciato le distanze.
Replica dell’On Rota
questo riconoscendo che l’esperienza del Lab in qualche modo è stata suscitata dalla crisi del Dip Donne,
anche evidenziando l’occasione persa durante il Congresso di Roma, contesto nel quale si è di fatto
bloccato il processo previsto per l’insediamento della coordinatrice con le note conseguenze di
commissariamento.
Sulla base di quanto emerso durante la presentazione, l’On. Rota configura la presenza essenzialmente di
3 problemi : un problema etico, uno politico ed uno di tipo organizzativo.
Per quanto riguarda il problema etico, nega che vi sia non riconoscimento del valore delle donne.
Personalmente ,ci considera come risorse importanti in quanto persone che credono nel partito. Soprattutto
perché sanno fare “auditing” ossia sanno ascoltare le problematiche del territorio, sanno coglierle e
sintetizzarle meglio degli uomini. Sanno cogliere meglio l’essenza della società. Per quanto riguarda il tema
politico dice che è un’opportunità di crescita avere più donne nel partito , e donne impegnate attivamente.
Per quanto riguarda l’aspetto organizzativo, vuole ribadire che secondo lui a Roma è stata persa
un’occasione importante perché come donne delegate non sono state capaci di cogliere l’opportunità di
esprimere più candidature. E questo ha prodotto un inevitabile allungamento dei tempi. Apprezza la
presentazione del Lab in termini di laboratorio di idee e risorsa al servizio del partito, nei termini di quanto
previsto dallo statuto, dichiarando altresì di esser contro correnti e personalismi. Sottolinea che ciò che noi
del Lab stiamo facendo attualmente è quello che dovrebbe fare il dipartimento donne, se esistesse.
Ci consiglia di dare attuazione al progetto intrapreso: questo movimento deve amplificarsi e diffondersi sui
territori per veicolare le idee promosse, continuando a INFORMARE /COMUNICARE – CONVINCERE E COINVOLGERE .Venendo al tema organizzativo ed in merito alla necessità di incrementare la rappresentanza delle donne, dichiara che a suo parere le quote rosa sminuiscono le donne, personalmente non è d’accordo nella loro istituzione.
Ci propone di trovare un percorso per arrivar3 alla elezione della coordinatrice nazionale, a seguito delle
prossime elezioni delle coordinatrici regionali (che si devono chiudere entro il 17 ottobre 2010) e ci chiede se
siamo favorevoli a delegare le nostre future coordinatrici provinciali donne (110 persone), più le future 20
coordinatrici regionali perchè votino la coordinatrice nazionale oppure se preferiamo che tutte o tante donne
di tutta Italia si incontrino a Roma, sempre e comunque specificatamente delegate per la votazione della
responsabile nazionale. Ci suggerisce di pensarci e di informarlo delle nostre proposte.
Alla nostra domanda se a Vasto potremo avere uno spazio per riunirci , ci informa avvisa che ci saranno
tantissime attività già programmate sommate e che non ci sarà lo spazio dedicato, ma nulla ci vieta di
riunirci a parlare prima e dopo l'evento o durante gli intervalli. Comunque si impegna a comunicare al
microfono dove e a che ora il LAB Donne IDV si riunirà.
E’ inoltre d’accordo con la distribuzione di un volantino informativo del Lab e delle spillette col simbolo.
lunedì 9 agosto 2010
Qualcosa da imparare?
Per incentivare la vendita non può mancare un'immagine porno (ops!!! nudo d'autore dovevo dire) per poter accendere la mente maschile e provvedere all'acquisto. Anche perchè hanno sempre una novità da svelarti su come conquistare una donna, su come farla abdicare, su come farti dire sempre di sì.. e tutte quelle cose che accendono la fantasia degli uomini.
Ma non solo, raccontano anche che nel passato sono stati fatti studi dolorosissimi (e attualmente alcune popolazioni continuano a farlo) considerando l'orgasmo femminile una malattia rispetto a quello esteriore degli uomini. A parte certi articoli veramente fastidiosi, ho letto qualcosa di interessante su
LYSISTRATA
e LO SCIOPERO DEL SESSO.
Vi invito caldamente a leggervi wikipedia
http://it.wikipedia.org/wiki/Lisistrata
Un po' per pensare un po' per alleggerire il pensiero.
Magari abbiamo qualcosa da imparare sulle donne del Kenia, che nel 2009 per far smettere la guerra si sono organizzate con uno SCIOPERO DEL SESSO, pagando le prostitute che altrimenti avrebbero perso il lavoro, per ottenere la pace nel loro paese.
http://it.euronews.net/2009/05/01/sciopero-del-sesso-in-kenya/
Buona lettura.
mercoledì 7 luglio 2010
2° Appuntamento del LABORATORIO DONNE IDV a Firenze
FOTO DI GRUPPO
?? ORE saluti.
giovedì 10 giugno 2010
La donna e la cura della famiglia
Questa immagine non potevo perdermela, l'ho presa dal blog del nostro deputato Massimo Donadi, che parla delle ultime novità di questo governo. Donne-parita-anche-nel-lavoro.
Ricordiamoci anche di chi si occupa dei nostri bambini e dei nostri anziani ogni tanto.
La cura della famiglia di cui la donna si occupa quotidianamente fa risparmiare allo stato l'istituzione, la gestione e l'economia di nuove e costose strutture che dovrebbe inventarsi per far fronte alla carenza di posti dove far vivere dignitosamente le persone che non possono più autogestirsi.
Ricordiamocene.
martedì 8 giugno 2010
Anita tutta da vivere
Grazie Anita per il tuo intervento
MOZIONE o meglio E MOZIONE
Questo foglio di intenti che chiamiamo mozione
che cotal viene detto perché muove le idee e più persone
a tener posizione ad avere opinione
a non stare su pigre poltrone languendo
qui con voi questa forma di sana espressione difendo
Concedete licenza ad una dilettante un tantino di troppo tremante
se non altro non politicante di proporre, discreta, una piccola provocazione
ironia costruttiva, assai spesso, è il segreto per ogni reale progresso
nel rispetto del regolamento
Aggiungiamo come picciol sbadato refuso un dettaglio aggiuntivo
la seconda vocale, visto tal delicato momento a stampella ….
una “E”
come Equo
come Esteso
come Esprimersi tutti
come Empatico gesto
come Ecosistema Emergente
soprattutto Esistente Evolvente
e cosi avremmo un nuovo strumento
una nuova politica chiave che chiamare con ogni diritto potremmo....
“E-Mozione”
questi sono i suoi punti precisi
1 Noi per nostri ideali cerchiamo una casa comune
non un mero indirizzo che manda ogni tanto di fumo segnali
noi chiediamo una sede visibile aperta evidente come e più di un gazebo
più vicina alla gente , che la renda curiosa, presente
più invitante ad entrare sedersi a parlare
proprie idee confrontare , non importa con chi o su che cosa
Prevediamo più spazi raccolti, qualche area discreta
decidete voi il come, ma che casa sia casa e da casa risponda
perno e riferimento dove in agio si dà appuntamento
dai troviamoci in sede che qualcuno di certo si vede
ho qui giusto un bianchetto che non serve commento
e magari parliamo dell'emendamento
cosi “politicando” opinione facendo e coscienze creando
attenzione non covo di gran magna e bevi, ma di esseri umani aperti e più veri.
2 Ogni parte è una parte di un tutto e ciò vale per noi e di noi nel partito
sottraendo rispetto e attenzione a una parte non si va mai lontano
chi sia un “profugo” un po' riciclato
chi sia femmina d'uomo
chi sia giovane e goffo
chi stia ancora cercando se stesso
o il suo simile cerchi nel sesso
o chi un po' del suo corpo non regga più bene
tutti possiam portare una goccia nel mare
Però lancio una sfida che scioglie ogni basso profilo
che nessuno promuova soltanto se stesso e a ogni altro riservi soltanto un sospiro
sia spronato, obbligato, costretto, guidato a dar voce al “da lui differente “
ogni uomo ,di pari occasioni alle donne si faccia galante garante
ogni donna si lasci sbocciare riducendo legittimo suo mugugnare
ogni giovane trovi se stesso, ma dia ascolto ad un altro più esperto
se non vuole credendolo nuovo di ripeter ingenuo percorso già vecchio
E per quanto riguarda patente al partito far parte o di più diventar referente...
quando entriamo come militanti presentiamoci a tutti davanti
soddisfiamo di ognuno le riserve ed i dubbi , raccontiam trasparenti noi stessi
se qualcuno ha qualcosa in contrario parli allora e poi taccia per sempre
3 Sappiam tutti che è tempo di crisi
congiuntura e struttura più di tutto cultura
attendisti ed un po' opportunisti possiamo nicchiare ,melina tentare
ma ora noi ci dobbiam qui davvero di nuovo qualcosa inventare in onore a ogni voto
Tutto intorno quintali di grandi proclami, nuove idee lascian vuote le mani
basterebbe un approccio solo un po' originale per già fare notizia per cambiare qualcosa
per spezzare quel senso di vuoto che ogni giovane lascia avizzire sul ramo
Se provassimo a uscire da schemi scontati in noi sì radicati che non immaginiamo
ben di più che un bel dieci su cento saremmo ed in più soddisfatti
che è anche meglio di tanti
4 Chiedo a quanti preposti a dettar istruzioni e conoscon la linea e la strada
a chi assurge a autorevole ruolo, che sian due che sian quattro che importa
per favore un dì a turno pazienti e presenti al computer attenti
ogni dubbio, quesito, ogni appello o proposta o campagna
o bisogno di avere riscontro di chi lotta sul campo
mai non cada nel vuoto. Non si getta nel vento entusiasmo ed impegno
perché conta la casa di mura ma oramai non ci sono confini
e la rete ci fa più vicini
Chi ha ottenuto una sedia alla sedia si sieda
ed a tutti
e su tutto
e di tutto risponda
e se noi motivati e compatti grazie a ciò corpo unito saremo
a utopia di politica nuova finalmente aspirare potremo
Anita Menegozzo
martedì 1 giugno 2010
GRAVI RISCHI DIETRO L'EMENDAMENTO SULLA VIOLENZA DI "LIEVE ENTITA'"
GRAVI RISCHI DIETRO L'EMENDAMENTO
SULLA VIOLENZA DI "LIEVE ENTITA' "
Riteniamo che l'emendamento al DDL Intercettazioni proposto dal PDL, detto anche "Tutela pedofili", nasconda gravi rischi e possa trasformarsi nel tempo, in un'arma nelle mani della difesa di chi è accusato di abusi sui minori.Partendo dalla non obbligatorietà dell'arresto in flagranza di reato per la violenza sessuale di "minore gravità", infatti, si aprirebbe facilmente la strada al concetto di "abuso lieve" in danno di minori.
Questo non significa che ci sia certezza di ciò che avverrà in futuro, nè di come i giudici decideranno di considerare la norma, ma vista la grande difficoltà che incontrano i minori ad ottenere giustizia quando denunciano di aver subito abusi da un adulto, non vorremmo che questa modifica legislativa aggiungesse un ulteriore ostacolo al loro cammino.
Sono numerosi i processi in cui la violenza sessuale è stata considerata di "minore gravità", e per questo alcuni imputati non hanno trascorso in carcere neppure un giorno. Non vorremmo che ciò accadesse anche per un bambino aggredito e magari salvato dall'intervento di un passante, o per i casi in cui l'abuso non si sia consumato completamente.
Per questo riteniamo che il concetto di "violenza sessuale di lieve entità" non debba assolutamente entrare nella legislazione che riguarda i reati sessuali in danno di minori, non solo per il mancato arresto in flagranza di reato, ma anche e soprattutto per l'inevitabile riflesso negativo che questa norma potrebbe avere sull'esito dei procedimenti giudiziari e sulla quantificazione delle pene da infliggere a chi si macchia di tali abominevoli reati.
sabato 29 maggio 2010
Nasce La Quinta TV, berlusconismo per sole giovani
Certo non ci fa piacere sapere che la nuova TV di Mediaset dedicata alle donne esclude le ultraquarantenni, una bella fetta delle popolazione italiana, così a occhi o e croce forse 15 milioni di persone.
Non siamo più un target né attivo né passivo di questa nuova emittente nazionale.
Maria Volpe del Corriere della Sera ci consiglia di darci pace, in realtà il suo consiglio contribuisce a irritare ancora di più. Perché sottolinea la nostra esclusione dalla partita.
Perché le donne in età non più fertile vengono discriminate?
Non è anche questa una grossolana forma di razzismo?
Dovremmo indispettirci e indignarci, ma facendolo perderemmo due volte: primo perché tanto ci hanno già escluso dalla festa, secondo perché faremmo la figura delle meschine invidiose delle ragazze giovani.
Bisogna inventarsi un modo nuovo e intelligente per far capire che questi atteggiamenti razzisti non fanno onore a un paese moderno come dovrebbe essere l'Italia, e allora tentiamo con l'ironia.
Accludo un mio video che vorrebbe stimolare un dibattito su Donna e TV nell'Italia di oggi.
Vi prego vivamente di aiutarmi a diffonderlo e stimolare un dibattito sulla necessità di una nuova consapevolezza del valore del femminile nella società e nella politica, delle potenzialità offerte dalle donne senza discriminazioni di età o di aspetto fisico, discriminazioni che tradiscono solo un vergognoso retaggio di una sottocultura razzista, neofeudale e oscurantista.
http://www.youtube.com/watch?v=8LhHQTyjOJo
venerdì 28 maggio 2010
Cogito ergo sum!

Le donne potranno vivere alcune ore di serena pax ai giardini della loro città!
Sempre che non siano in zone dove l'aria è inquinata.
Con l'inizio dei Mondiali potremo scegliere di scatenarci al fianco dei nostri compagni
uomini o di "salvarci" lontano dalla scatola luminosa che tanto ha fatto per farci distogliere nuovamente da lei, vedi i tiggì e i programmi di cultura...
Intanto noi pensiamo, ed elaboriamo i pensieri soprattutto dopo le ultime news sulle donne dei valori!
giovedì 27 maggio 2010
Come intendiamo noi DONNE la politica

Donne al timone della propria vita, sia sociale che politica
Questo è il riassunto del terzo e quarto tema svolto a Verona, relativo a come vediamo noi un modo di fare nuova politica.
Abbiamo parlato di vari argomenti tra cui:
Si valuterà di riprendere in mano l’idea dell’UDI (Unione Donne Italiane) che propone una presenza politica del 50% in parità con gli uomini.
Si è discusso su alcuni dati che indicano che le donne al momento del voto non esprimono preferenze, tantomeno per una donna. E se una donna entra nelle istituzioni spesso non è appoggiata dalla solidarietà femminile.
Si faceva il confronto con le donne di Governo attuali, è vero che non rispecchiano le idee del nostro partito ma non per questo bisogna abbandonarle a loro stesse, oggi più che mai.
Tornando al dibattito sul partito, dato che il risultato che è stato ottenuto a queste tornate elettorali è stato basso per quanto riguarda la presenza femminile, si propone comunque di coltivare quelle donne che sono riuscite a conquistare un posto nelle istituzioni, di coinvolgerle nelle iniziative, fornendo loro sostegno per fare crescere loro nelle istituzioni e tutto il partito insieme.
Si è parlato di fare cultura di genere, che bisogna rivedere il lavoro delle commissioni (sia provinciali, che comunali), che sono molto teoriche e poco pratiche, il politico non riesce più ad avere il tempo di stare in mezzo alla gente, si è perso il contatto con l'elettore ed il comune cittadino.
Si è discusso inoltre di scuola della politica dove chi è "arrivato" a qualche incarico istituzionale insegna a chi è interessato come si fa la politica.
Si è anche accennato al valore delle primarie, da riproporre anche nel nostro partito.
Si è parlato anche di EUROPA, sia del regolamento comunitario che propone almeno il 30% di presenza femminile nelle istituzioni di tutti gli stati membri, sia del fatto che ci sono 14 splendide leggi europee in difesa delle donne che varrebbe la pena di studiare.
Per quanto riguarda il congresso, si chiedeva più TRASPARENZA sugli elenchi degli iscritti al partito, dato che al momento dell’iscrizione firmiamo una liberatoria per la divulgazione interna dei nostri dati.
Il laboratorio verrà riproposto prossimamente con data da destinarsi, per discutere inizialmente sul rapporto donne in politica con le testimonianze di chi già è inserita nelle istituzioni, poi si approfondirà una tematica importante come la nuova legge sull’affido condiviso.
